
C'è una caratteristica che sembra attraversare tutto il lavoro di Max: la ricerca dello straordinario nell'ordinario. Non necessariamente le grandi imprese, i personaggi celebri o gli eventi eccezionali. A volte basta un uomo incontrato per strada, una vicenda dimenticata, una persona apparentemente insignificante. Max sembra partire da una convinzione piuttosto semplice: non esistono storie banali. Esistono storie che non hanno ancora trovato il modo giusto di essere raccontate. Un senzatetto che recupera gli avanzi delle mense militari per distribuirli ad altri senzatetto potrebbe essere soltanto una piccola notizia di cronaca locale. Un palestrato romano che dispensa improbabili consigli di seduzione potrebbe essere una macchietta da pochi minuti. Una scuderia di Formula 1 che colleziona disastri potrebbe meritare soltanto una nota a piè di pagina nella storia dell'automobilismo. E invece, cambiando prospettiva, quelle vicende possono diventare qualcosa di completamente diverso.




È qui che entra in gioco il suo lavoro. Non tanto nella scoperta di personaggi eccezionali, quanto nella capacità di riconoscere il potenziale narrativo di persone e situazioni che, a un primo sguardo, potrebbero sembrare poco interessanti. E soprattutto nel trovare il linguaggio adatto a ciascuna di esse. Ogni storia richiede una sensibilità diversa, un ritmo diverso, persino un diverso senso dell'umorismo. È probabilmente questa varietà ad aver alimentato la sua curiosità per oltre trent'anni. Passare dalla conservazione dell'orso marsicano a un presunto incontro extraterrestre, da una spedizione paleontologica in Mongolia al viaggio della vita con Sammy Basso... Senza avvertire la necessità di specializzarsi in un solo genere. Anzi, quasi divertendosi a cambiare completamente universo a ogni nuova produzione. In fondo, la sua curiosità sembra funzionare così: dove altri vedono una storia troppo piccola per meritare attenzione, lui si domanda se non sia semplicemente stata guardata dal punto di vista sbagliato. E qualche volta è proprio cambiando il punto di vista che una storia normale diventa straordinaria.
Steven Spielberg (in sogno)



















